Questo è il nome con il quale un gruppo di amici del Dr. Antonio Grugni ha deciso, nell’autunno del 1984, di dare vita ad una “condivisione a distanza” del suo impegno come missionario in India. Antonio è partito per l’India nel 1976 come laico aggregato al PIME e, nel 1989, è stato ordinato sacerdote a Eluru nel sud dell’India.

Molti dei componenti del gruppo hanno vissuto con lui un’esperienza giovanile all’oratorio di S. Magno e in parrocchia, altri si sono avvicinati esprimendo una loro necessità interiore di amicizia, di generosità, di condivisione. L’avvio di questo gruppo e di una regolare corrispondenza con Don Antonio Grugni ha permesso di ridurre questa “distanza” e di partecipare, di conseguenza, a questa esperienza alla quale, il nostro amico, ha dedicato la vita. La condivisione del gruppo è stata, nel corso degli anni, una crescita costante, Don Antonio e noi, via via che il tempo passava.

Prime iniziative

Dalla corrispondenza si è passati dall’invio di specialità medicinali che Antonio ci segnalava a quello di vestiario per i più bisognosi, all’acquisto di attrezzature per la fisioterapia e riabilitazione degli arti offesi dalla lebbra, a contributi che consentissero l’acquisto di “mobile clinics” ovvero pulmini attrezzati sui quali medici e paramedici, con relative attrezzature e medicinali, si muovono negli “slums” portando terapie, effettuando rieducazioni, compilando cartelle cliniche in quella incredibile realtà umana che è l’India. Poiché la lebbra è una malattia curabile, sono stati avviati progetti di “adozione per le cure” che si sono tradotti, in sostanza, nella messa a disposizione di fondi che permettono l’acquisto di specialità medicinali localmente (meglio acquistare in India che spedire da qui con i conseguenti costi di trasporto e dazio doganale di importazione con relative pratiche di ordine burocratico).

Adozione a distanza

Successivamente, a seguito dell’intuizione di una famiglia che voleva provvedere al mantenimento per lo studio di un ragazzo che altrimenti non avrebbe potuto permetterselo, si è dato vita al progetto “adozione a distanza per gli studi”. Progetto questo che vede circa settanta famiglia di Legnano e zona aiutare altrettanti ragazzi segnalati da Antonio.

Uno dei problemi fondamentali infatti segnalato dal nostro amico Antonio è l’alfabetizzazione di tanti bambini e ragazzi che sono il vero patrimonio di questo sterminato paese (più di un miliardo di abitanti).

La possibilità infatti di imparare a leggere e scrivere dà a tanti ragazzi l’opportunità di accedere al mercato del lavoro in una società che, altrimenti, li vedrebbe comunque emarginati e costretti a mendicare e/o rovistare tra i rifiuti alla ricerca di qualcosa, comunque da rivendere, per recuperare qualche rupia utile a sbarcare il lunario quotidiano.

Padre Dr. Antonio Grugni

Nato a Legnano nel 1941, si laurea nel 1966 all’Università di Milano in Medicina e Chirurgia, presta il servizio militare tra gli Alpini e nel 1969 si specializza in Cardiologia all’Università di Torino. Svolge inizialmente la professione al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Legnano e, successivamente, presso il reparto di Cardiologia sotto la guida del Prof. Baldrighi.

Impegnato nella pastorale giovanile della parrocchia di San Magno, contribuisce alla costituzione del Consultorio Familiare e, dopo un lungo cammino di ricerca personale decide di partire , nel 1976, come missionario laico associato al PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) di Milano, per l’India, dove passa 6 anni dedicati al suo lavoro di medico in ambiente prevalentemente rurale.
Continuando il suo percorso personale, entra nel seminario di Puna in India e viene ordinato sacerdote a Eluru il 3 aprile del 1989.

A Bombay, come medico, si dedica particolarmente ai lebbrosi come Direttore della “Lok Seva Sangam” (Società per l’aiuto al popolo) struttura sanitaria questa creata da un altro missionario italiano, Padre Torrioni, con lo scopo di aiutare i lebbrosi (gli “ultimi”) quindi diagnosticare in fase precoce e curare questa piaga in quel paese, girando costantemente tra gli “slums” (baraccopoli) e mettendosi al loro servizio non solo come medico ma come testimone cristiano. Come sacerdote collabora con la Diocesi di Bombay, chiamato dal Vescovo locale a impegnarsi nella pastorale giovanile e familiare. E’ autore di diverse pubblicazioni relative all’educazione sessuale e alla preparazione al matrimonio. Tiene una regolare rubrica su riviste specializzate del mondo giovanile locale.

Nel 1997 il PIME gli affida la conduzione di una parrocchia a Bombay, esperienza che fa per sette anni fino al 2004. Al termine dell’esperienza di parrocchia riprende con maggiore intensità l’aspetto sanitario del suo impegno e viene chiamato anche dalla Diocesi di Warangal (nello stato meridionale dell’Andhra Pradesh) dove il Vescovo locale gli chiede di ristrutturare un progetto sanitario precedentemente avviato, alla luce anche delle nuove sfide che avanzano: la tubercolosi e l’AIDS.
Attualmente, dunque, Padre Antonio alterna periodi a Warangal ad altri a Bombay curando anche un’altra bella iniziativa che si è sviluppata nel tempo: l’adozione da parte di famiglie italiane, in particolare del Legnanese, di diversi bambini indiani per lo studio.

Nel 2007 pubblica in India tramite le Edizioni Paoline a Bombay il libro “The Gospel of the Rose” (Il Vangelo della Rosa) che tratta della missione in Asia, la testimonianza della compassione di Cristo. Da più di vent’anni esiste un gruppo a Legnano denominato GAAG (Gruppo Amici Antonio Grugni) che lo sostiene nelle iniziative e nei bisogni che Padre Antonio individua nella realtà dove opera.